Caccia alle ONG

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Il link che segue vi conduce al bilancio di Save The Children Italia (cliccate qui).
Tra numeri, tabelle e note dei revisori dei conti a pag. 109, i curatori dell’edizione italiana del bilancio hanno inserito una mia manciata di righe sulla crisi dei Rohingya. E’ una cosa che mi onorato. Lo considero il mio piccolo contributo per arginare la moda 2017/18: criminalizzare le ONG e il loro prezioso lavoro per un un mondo migliore; una cosa che alla fine fa comodo a tutti, no?

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Riccione e Roma

 

“Raccontare le crisi senza telecamera”, un titolo provocatorio (ma nemmeno tanto) per il seminario che, domenica 3 giugno, ho tenuto al festival DIG di Riccione (Documentari Inchieste Giornalismo, evento che ha raccolto il testimone del Premio Ilaria Alpi), un workshop nel corso del quale ho affrontato il tema del racconto per immagini attraverso strumenti diversi dalla classica telecamera a spalle: dalle mirrorless agli smartphone, dalle camere a 360 gradi fino alle GoPro.

A Stampa Romana è tornato invece il corso avanzato di mojo, il 5 e il 6 giugno, con Enrico Farro. Di tutti i corsi di mobile journalism, quello avanzato (nel burocratico linguaggio della formazione “di secondo livello”) è il mio preferito perché è un workshop i cui partecipanti hanno già “i fondamentali” grazie al “primo livello”; quindi ci si può divertire simulando conferenze stampa, realizzando still life come per video recensioni, costruendo storie di Instagram e servizi da tg. Anche questa volta, il tutto tenuto insieme dal collante dell’entusiasmo.

Voice to the voiceless

Il mobile journalism con la sua flessibilità e i suoi costi contenuti può aiutare a raccontare storie “dimenticate” dai media. Per questo, io ed Enrico Farro abbiamo partecipato al festival “Porti di Terra” a Benevento con un seminario per giornalisti e volontari della Caritas.

Contenuti e solidarietà, il festival è stato un successo: applausi agli organizzatori che hanno dimostrato anche di saper comunicare oltre che sul territorio anche sui social.

“Aiutiamoli a casa loro”…già fatto!

Afghanistan al Centro Astalli from Nico Piro on Vimeo.

Il 16 maggio sono stato ospite del Centro Astalli all’Università Gregoriana, per il suo corso di formazione (provocatoriamente) intitolato “Aiutiamoli a casa loro” che in questo suo primo appuntamento era dedicato al caso afghano.
Beh, sull’Afghanistan c’è da dire che “a casa loro” li abbiamo aiutati (noi occidentali), dall’invasione sovietica a tutt’oggi. E non sembra sia andata bene…”Missione Incompiuta”.

Prossimi appuntamenti con il MOJO

Sono tre i prossimi appuntamenti con il mobile journalism, nell’attesa di una sorpresa che a breve vi sveleremo.

Benevento, 20 maggio

Durante il festival “Porti di Terra” della Caritas, con Enrico Farro, terremo un seminario (gratuito) sul mojo per il sociale: “Dare voce a chi non ha voce”. Qui per iscriversi.

Riccione 3 giugno

“Raccontare le crisi per immagini – Come realizzare un servizio senza telecamera” è il titolo del seminario (gratuito e accreditato OdG) che terrò durante il festival DIG e nell’ambito del suo ricco programma di seminari. Qui per saperne di più
Roma 5-6 giugno

Ritorna il corso avanzato di mojo a Stampa Romana, per saperne di più cliccate qui.
Il corso è accreditato con l’Ordine dei Giornalisti ed è in piattaforma Sigef.

Strage Kabul. Bisognerebbe ricominciare a anche a illuminare le periferie della capitale afghana

Il testo del mio articolo per l’associazione Articolo 21 sulla strage di giornalisti a Kabul

Pochi giorni fa Abdul Manan Arghand stava andando al lavoro, quando in due hanno affiancato la sua auto e l’hanno crivellato di colpi, alla periferia di Kandahar. Abdul era un giornalista della tv Kabul News e quella mattina prima di uscire di casa aveva pubblicato un post su FaceBook per condividere la gioia dei fiori che crescevano rigogliosi nel suo giardino.

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