Crimini di guerra in Afghanistan: quando il bullismo vince

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Fantasmi turchesi nel traffico di Kabul

Bullismo è una parola relativamente nuova nel nostro lessico, ci ha aiutato a inquadrare meglio un fenomeno vecchio come il mondo: quello dei prepotenti che se la prendono – in particolare con i più piccoli o meno muscolosi – per mostrare la propria forza, per ottenere qualcosa, per creare un clima di terrore nel quale vivere meglio e con più privilegi. A scuola di mio figlio, ho scoperto esiste anche un programma anti-bullismo per spiegare ai più piccoli che certi comportamenti, magari assunti senza rendersene conto, possono essere molto dannosi per gli altri, che certe leggerezze come fare un video buffo col telefonino e farlo girare per farsi due risate possono portare a conseguenze devastanti.
E’ in questo quadro contemporaneo – non ci sono scuse, ormai tutti sanno di cosa si tratta – che il bullismo è ancora più grave, lo è doppiamente se viene dai vertici della democrazia più importante del mondo. Gli Stati Uniti non riconoscono la Corte Penale Continua a leggere “Crimini di guerra in Afghanistan: quando il bullismo vince”

Prima o poi…

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Tipico pane dakos di Creta con feta e pomodori

Oggi cambio la testatina del mio blog: sin’ora recitava “Il blog di Nico Piro: crisi dimenticate, mobile journalism, idee dalla parte del torto…prima o poi, ricette e viaggi”.
La cambio perchè il giornalismo è un mestiere che assomiglia ad un percorso quasi iniziatico. Facendo impari e più impari più capisci quanto non conosci e cosa dovresti fare tuo, il prima possibile. Se preferite le metafore digitali, diciamo che è un mestiere nel corso del quale – se lo fai nel modo giusto – devi installare aggiornamenti, e farlo molto spesso.
Qualcuno mi ha chiesto perché la frase “…prima o poi, ricette e viaggi”. Era chiaramente un passaggio sarcastico (diffido dalle persone prive di senso dell’ironia), una presa d’atto di come l’editoria contemporanea stia affrontando la crisi abbassando l’asticella dei contenuti e della qualità, ormai sembra esserci mercato solo per ricette, viaggi e relative recensioni più o meno oneste. Entrate in una libreria e date un occhio ai libri in bella vista, guardate la classifica della saggistica più venduta in Italia – non mi riferisco a quella di questa settimana, dico in genere – e vi accorgerete come il genere è sempre più diluito verso la storia d’amore o il facile resoconto storico-scandalistico.
La colpa è della crisi certo, ma anche degli editori che alla fine sono convinti di farla franca dopando le vendite con i titoli “leggeri” ma segano solo il ramo sul quale sono seduti e un domani mai potranno recuperare il pubblico a letture – come si diceva una volta – più impegnate.

L’oblio, nel ventre d’Europa

Sono trascorsi cinque anni dall’inizio della guerra in Donbass e il conflitto, costato migliaia di vittime, centinaia di migliaia di sfollati e il congelamento della vita e dell’economia in una regione una volta ricca, ormai non è più nemmeno il tema chiave della campagna elettorale per le presidenziali in Ucraina.
In altre parole, nel ventre d’Europa c’è un conflitto tanto dimenticato che – guardando al dibattito politico – nella stessa Ucraina si parla più di lotta alla corruzione che di pace, in vista del ballottaggio del 21 aprile.
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Sul Kilimangiaro

“Diario del mondo” da KILIMANGIARO puntata del 7 aprile 2019 from Nico Piro on Vimeo.

Libia, Ucraina, Brunei…Il mio intervento a “Diario dal Mondo” lo spazio dedicato alle notizie dall’estero de Kilimangiaro, la trasmissione di Rai3 di viaggi e turismo (intelligente). Grazie a Camila Raznovich e alla redazione per l’ospitalità.

Video tratto da RAIPLAY
raiplay.it/video/2019/03/Kilimangiaro-Il-Grande-Viaggio-Tutte-le-facce-del-mondo-8537e9eb-d21c-423a-9679-6213a8bde00e.html

 

Una guerra che ci riguarda

fdu_invito_2019 defIl 3 aprile si presenta l’edizione del 2019 del festival dei diritti umani a Milano, non una conferenza stampa ma un incontro per parlare del conflitto dimenticato (suo malgrado) per eccellenza quello in Yemen e del legame con l’Italia, per via delle forniture di bombe made in Italy alla colazioni saudita (che solo l’altro ieri ha colpito un’ospedale di Save The Children uccidendo 5 bambini).
Nel corso dell’incontro si proietta anche il mio reportage “Dalle miniere alla bombe” su chi dice no in Sardegna al ricatto dignità-lavoro.

I posti sono limitati per iscriversi clicca qui

Il Pdf dell’evento con tutti i dettagli