Missione Giornalismo

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Racconta (anche) di “Afghanistan Missione Incompiuta” il testo che segue, mi sembra riduttivo definirlo una recensione, per la sua natura di riflessione sul giornalismo. 

E’ comparso il 23/8/16 sulla pagina FaceBook di Roberto Reale, media watcher, docente universitario e giornalista, a lungo vicedirettore in Rai.

Lo ripubblichiamo per gentile concessione dell’autore.

 

 

 

 

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Letture circolari

Cerchio dei Libri

 

Un tempo era un piacere, farsi un giro in una libreria per farsi venire delle idee guardando quelle degli altri e poi uscirne con un po’ di volumi sotto braccio (la busta no, perché quella non era merce ma materia da tenere a contatto con il corpo, sotto braccio).
Ormai è sempre più raro perché le uniche librerie – o quasi – rimaste in circolazione sono “catene” dove qualcuno in un lontano ufficio marketing centrale decide quali libri tenere in prima fila, senza averne nemmeno sentito l’odore d’inchiostro e di carta. Ormai, tra giocattoli e pennarelli, vista una libreria le hai viste tutte o quasi.

All’inizio di agosto a Roma ho trovato una libreria vecchio stile (io le definisco “artigiane”) la Libreria della Musica all’auditorium di Renzo Piano (cavolo nemmeno tanto nascosta! mea culpa…). Dopo un bel giro, avevo fatto il pieno di idee ed ero pronto alla cassa ma, in fila, la mano tasta sulla tasca e l’assenza del portafoglio mi fa desistitere dall’acquisto. Tornato qualche giorno dopo, la libreria era chiusa. Per questo ho girato tra le varie “catene” ma di 2 dei 3 libri che volevo non ce n’era traccia, alla fine mi sono arreso ad Amazon.
Quando i libri mi sono arrivati li ho messi a terra a disegnare un cerchio, giusto per visualizzare un percorso di lettura, ed ecco cosa n’è venuto fuori: un giro intorno alla crisi del presente: Continua a leggere “Letture circolari”

Siria, la guerra in breve

Chi combatte in Siria – brevissima guida al conflitto from Nico Piro on Vimeo.

Ecco una breve (anzi brevissima) guida al conflitto in Siria, al netto delle semplificazioni e tagliando sulle sfumature di un conflitto che è tanto complesso da far impallidire quello balcanico e meriterebbe un trattato di centinaia di pagine. Di sicuro non troverete tutto quello che cercate, ma spero che possa essere un contributo per un primo orientamento.

A conferma di questa complessità, il giorno dopo si è aggiunto un altro tassello al mosaico: la svolta filo-turca e anti-curda di Assad, che stava rischiando di scatenare anche un conflitto con gli Usa.

Assad bombarda i curdi e sfiora la guerra totale con gli Usa from Nico Piro on Vimeo.

Non si spara sulla croce rossa (e nemmeno sulla mezza luna)

La guerra agli ospedali from Nico Piro on Vimeo.

Il quarto attacco ad un ospedale di MSF in 12 mesi, in Yemen, non ci ricorda solo quanto drammatico sia quel conflitto dimenticato dai più. Ci racconta anche di un altro tema sempre più attuale, la strategia sempre più in voga di colpire le strutture sanitarie. In pratica negli ultimi anni, tra Siria, Yemen e Afghanistan, è stato rotto quel caposaldo di ogni conflitto diventato luogo comune con la frase “non si spara sulla croce rossa”. Su FP, c’è un bellissimo articolo su come il regime di Assad abbia elevato a tattica militare il bombardamento delle strutture sanitarie (si vedano anche i dati di PHR), mentre il caso di Kunduz – ospedale di MSF distrutto da uno Spectre AC-130 americano nell’ottobre del 2015, ufficialmente per errore – resta di una gravità abbagliante nell’era delle guerre hi-tech.
Giusto per uscire dal luogo comune, ricordo alcuni dei fondamenti della legislazione internazionale sul punto:

  • L’articolo 35 della Customary IHL Directing an attack against a zone established to shelter the wounded, the sick and civilians from the effects of hostilities is prohibited.

  • La convenzione di Ginevra (sin dalla sua prima versione, 1864) e in particolare la convenzione IV redatta dopo il secondo conflitto mondiale all’articolo 18: “Gli ospedali civili organizzati per prestare cure ai feriti, ai malati, agli infermi e alle puerpere non potranno, in nessuna circostanza, essere fatti segno ad attacchi; essi saranno, in qualsiasi tempo, rispettati e protetti dalle Parti in conflitto.”
  • La recente risoluzione delle Nazioni Unite (3 maggio 2016) che di fatto ribadisce l’ovvio.

#SaveSyria

Il video dello United States Holocaust Memorial Museum sull’assedio di Aleppo e le sofferenze dei civili in Siria. Se non avete lo stomaco forte, evitate di guardarlo. Anzi sforzatevi e guardatelo lo stesso, questa è quella che migliaia e migliaia di civili in Siria chiamano ogni giorno “vita”.
A volte per colpa di Assad, a volte per colpa dell’ISIS, a volte per le bombe “buone” russe e americane, altre volte per Al Qaeda. Ma quando muori, alla fine, cosa ti importa chi ti ha ammazzato. Quello importa solo a chi resta in vita, per la vendetta e per la catena d’odio.

 

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Rieccoci con una richiesta…
In attesa dell’uscita in libreria attesa per metà settembre, l’eBook di “Afghanistan Missione Incompiuta” è ormai su tutti i principali negozi on line di libri elettronici, come si dice in gergo tecnico si è “propagato”. Se vi interessa la cabala, potete cercarlo con il suo numero (unico) ISBN che è:  9788899401092.
Torno a chiedere ai miei lettori (crowdfunder e non) di fare un ulteriore “sforzo” per sostenere il libro. Come? Una volta che l’avete letto, vi chiedo di inserire una recensione (di segno positivo o negativo, come vi pare…fate vobis!)  sulla pagina dedicata al libro, su questo blog (nello spazio “Lascia un commento” – qui le istruzioni per chi ne avesse bisogno).
Ancora più importante è lasciare una recensione sui negozi on line di eBook (da Amazon a LaFeltrinelli), potete farlo anche se non avete comprato il libro in quel negozio, l’importante è essere registrati, avere un account su quella piattaforma.
Perchè è così importante una recensione? Perchè nel mondo dell’eCommerce, le recensioni sono fondamentali. In particolare per la vendita dei libri visto che non è possibile sfogliarli a distanza, facendosene un’idea, e visto che se si inserisce una parola di ricerca come “Afghanistan”, la lista di titoli che ne scaturisce è lunghissima e spazia virtualmente sugli scaffali delle librerie non solo Italiane ma – spesso – anche straniere.

PS: nella fotogallery, trovate le schermate delle principali librerie on line e i loro “campi” per lasciare commenti