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Tutorial – Come costruire una mini sala di registrazione per il voice over

Questo post è decisamente e assolutamente fuori tema rispetto agli argomenti del blog, ma pensando a chi si occupa di reportage e giornalismo radio-tv (in condizioni precarie o sul campo) ho ritenuto utile condividere questa mia esperienza

L’idea

Un po’ per carattere, un po’ per l’esperienza di inviato in area di crisi, ho imparato IMG_4041che bisogna sempre essere in grado di produrre anche in condizioni “estreme”…come per esempio nel cuore di agosto a Roma! Quando le sale d’incisione sono chiuse, sbarrate, e un ingegnere del suono dall’altra parte dell’oceano continua a bocciare i tuoi voice over perché sente il riverbero della stanza…per quante stanze tu possa aver cambiato.
Inizialmente volevo comprare un recording booth portatile (ho scoperto che ce ne sono vari modelli) ma nessuno sarebbe arrivato in tempo utile, allora ho guardato un po’ di video sul fai-da-te di appassionati di audio statunitensi e così ho provare a fare la mia “scatola della voce”. Spero che questo piccolo tutorial posso esservi utile…

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Messaggi anti-contagio

KILLA DIZEZ – Vita e morte al tempo di Ebola

KILLA DIZEZ – TRAILER ITALIANO from Nico Piro on Vimeo.

ENGLISH VERSION – “Killa Dizez – Vita e morte al tempo di Ebola” è un documentario prodotto, filmato e diretto dal giornalista Nico Piro, racconta dell’epidemia di questo virus mortale in Sierra Leone attraverso le storie degli operatori che combattono la malattia, dei pazienti, dei sopravvissuti al contagio e del popolo della Sierra Leone costretto ad affrontare la peggiore epidemia di un male incurabile dei tempi moderni.
Per proiezioni e informazioni eboladocu@gmail.com – Disponibile sia in italiano che in inglese

Sinossi:
Mentre la vita sembra scorrere normalmente a Freetown, la Sierra Leone sta affrontando la peggior epidemia di un virus letale dell’era moderna. Il pericolo del contagio è dappertutto, la “Killa Dizez” (la malattia assassina, altro nome gergale di Ebola in lingua krio) ha già ucciso migliaia di persone e anche quando sembra aver rallentato la sua marcia, riemerge feroce e colpisce di nuovo. Continue reading “KILLA DIZEZ – Vita e morte al tempo di Ebola”

Cimitero di King Tom - Freetown

KILLA DIZEZ – Life and death in the time of Ebola

KILLA DIZEZ – TRAILER ENGLISH from Nico Piro on Vimeo.

ITALIAN VERSION – While life seems to go on almost normally on the streets of Freetown, Sierra Leone is facing a “Killa Dizez” – another name for Ebola.

This is not a character-driven documentary, rather it is a vision of the ordinary and cruel face of the epidemic. In the hospitals, we encounter different stories and destinies: patients who die, patients who survive, international Ebola workers frustrated by the strength of the virus, local workers who face stigma from their own communities.

To the extent of our knowledge, this documentary shows the only footage ever taken inside the so called “red zone”, the confinement area and ICU ward where highly contagious patients are treated. The author had exclusive access to these wards after undergoing special training for biohazard suits and the decontamination process.
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Cambio in corsa

Dopo un lungo (troppo) periodo di abbandono, ritorno ad occuparmi del mio blog. Motivi dell’abbandono? Variegati…in ordine d’importanza: progetti di lungo periodo (Alexander e Caterina), l’impossibilità di tornare in Afghanistan con la frequenza di una volta (legata a scelte editoriali non mie), il tentativo di mettere insieme tutto il lavoro di questi anni sull’Afghanistan in un libro che non ha ancora visto la luce e altri progetti come il documentario su Ebola. Continue reading “Cambio in corsa”

Green on Green

Dopo l’ennesimo episodio di “green on blue” ovvero di alleati afghani, non talebani, che ammazzano soldati occidentali (in questo fine settimana, quattro americani uccisi da un poliziotto nella provincia di Zabul), la Nato ha preso una decisione drastica e radicale.
Per evitare il “green on blue”, i “green” (poliziotti, guardie di frontiera e militari afghani) resteranno da soli, senza “blue” (soldati della colazione).  In pratica da oggi sono sospese le pattuglie congiunte, verranno effettuate insieme solo operazioni di livello superiore non quelle ordinarie, i quotidiani pattugliamenti.

Nonostante le precisazioni in militarese del comando Isaf (è solo un provvedimento provvisorio legato alle tensioni per le proteste sul film blasfemo anti-Maometto), c’è poco da dire: si tratta di un duro colpo alla strategia Isaf. Al momento la coalizione ha solo un obiettivo: addestrare le forze di sicurezza locali in vista del 2014. Quello di sconfiggere i talebani è ormai tramontato. E’ evidente che se si sospendono le pattuglie congiunte la “ragione sociale” della missione stessa viene meno. Del resto poche settimane fa era stato sospeso il reclutamento nella forza di polizia locale (ALP, una milizia locale) per l’altro numero di incidenti di cui i suoi membri si erano resi protagonisti ma anche perchè essendo un corpo di polizia minore era ben più facile metterlo in “pausa” rispetto alle altre forze di sicurezza.

Queste le statistiche sugli attacchi di poliziotti e militari contro soldati occidentali:– 2007 – 2 attacchi, 2 soldati isaf uccisi
– 2008 – 2 attacchi, 2 caduti
– 2009 – 6 attacchi, 10 caduti
– 2010 – 6 attacchi, 20 caduti
– 2011 – 21 attacchi, 35 caduti
– 2012 (a tutt’oggi) – 36 attacchi, 51 caduti

La progressione è impressionante. Alla macchina di propaganda dei talebani, che alla notizia di ogni attacco del genere parla di un proprio infiltrato, la Nato risponde sempre con una terminologia vaga (per esempio, attacco compiuto da un uomo con la divisa afghana…). In realtà secondo fonti Isaf, solo un quarto di questi attacchi è legato ad attività della guerriglia, il restante 75% sarebbe frutto di screzi personali e altre questioni e dispute (per esempio la corruzione).