Le storie degli altri

Chi fugge da un luogo pericoloso, dalla guerra, dalla pulizia etnica, da una faida tribale, dalla persecuzione etnico-religiosa, crea una distanza fisica dal suo passato ma è destinato a portasi dietro la propria storia, per sempre, anche se riuscirà “altrove” a ricostruire per sé un’apparente dimensione di vita.
La diffidenza, l’ignoranza e le generalizzazioni (di ogni segno, comprese quelle sull’accoglienza “esibita”) ci impediscono di capire le storie di chi fugge e di comprendere come il suo passato, troppo spesso, sia destinato a tornare nel presente perchè chi se ne è allontanato, l’ha potuto fare solo in termini di coordinate geografiche.
Si tratti di un parente ammalato, di un amico in pericolo, di un’estorsione, di un ricatto o della richiesta di un favore a cui non puoi opporti, il passato ritorna sempre o quasi, è statistico ; sempre o quasi attraverso quei cari che ti sei lasciato alle spalle e che ti hanno aiutato a fuggire.
Presentato oggi alla stampa alla Casa del Cinema (dal 20/9 nelle sale), il film di Costanza Quatriglio “Sembra mio figlio” ha il merito di aprire un varco nella barriera “invisibile” che separa noi dalle storie di rifugiati e migranti. Ha il merito di mostrarci uno spaccato che è specifico, dettagliato, individuale: una storia vera, di certo verosimile ma non per questo “universalizzabile”, categoria che , in un modo o nell’altro, finisce sempre per sminuire il dramma del singolo.
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Grazie ai mecenati…

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Si lo so...Ringraziare qualcuno in una campagna che ha visto centinaia di persone unirsi (il dato di 178 supporter citato da Ulule non è attendibile perchè ci sono utenti che hanno ordinato copie per conto di 20 persone) è sempre foriero di incidenti diplomatici. Me ne scuso in anticipo.
Chi ha ordinato una copia, chi ne ha prese 50 è stato ugualmente indispensabile ma di seguito voglio citare 3 "soggetti" (sono così diversi che non saprei come sintetizzarli) che, contro-tendenza, hanno investito in questo progetto come i mecenati di rinascimentale memoria.
Mi sembra un segnale importante.
Ci tengo a precisare che per questi moderni mecenati, l'editore realizzerà copie personalizzate (con logo) ma ovviamente non avranno discrezionalità sui contenuti, per questo sono mecenati e non sponsor in senso commerciale!


Ve li presento, in ordine sparso:

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Emergency Milano
Tanti gruppi di Emergency sul territorio hanno aderito, quelli del capoluogo lombardo - grazie a qualcuno molto testardo -  hanno sottoscritto in massa pur di avere copie con il loro logo :-)


ElenaOvetto627
Giornalista, animatrice di iniziative di solidarietà, alle prese con un programma di
iniziative culturali in un bellissimo locale di Roma...Magari ci incontreremo lì per il book-party?

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Mad Max Co.
I loro equipaggiamenti (zaini, giubbotti antiproiettile ed elmetti balistici...) mi hanno accompagnato in molte avventure, sempre hanno fatto la differenza, a volte sono stati decisivi. Lo sono stati di nuovo e lo saranno ancora.

Ce l’abbiamo fatta, è una vittoria dell’informazione

Dopo quaranta giorni dopo, decine e decine di email, centinaia di messaggi scambiati su ogni piattaforma, dozzine di telefonate e il più tradizionale “contatto personale” (una volta l’avremmo chiamato “porta a porta”) la campagna di “crowdfunding” per la seconda parte di “Afghanistan Missione Incompiuta” si è conclusa con un successo: 627 le copie prenotate, obiettivo raggiunto e superato (125%).
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Perchè un crowdfunding? Piccola guida al “finanziamento della folla”

Scrivo questo post per mettere a disposizione la mia esperienza personale di chi è interessato ad usare strumenti di CF.
Se questi consigli vi saranno stati utili, prendete in considerazione di partecipare e sostenere il mio progetto di crowdfunding Afghanistan Missione Incompiuta – Parte Seconda

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Piccole e Forti

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Nel crowdfunding per il mio nuovo libro, un altro lavoro “scomodo” e per questo finanziato dalla “folla” (crowdfunded, letteralmente) c’è un’offerta (50% di sconto) destinata alle librerie indipendenti, a quei punti vendita che faticosamente provano a sostenere e diffondere titoli, opinioni, idee, punti di vista “fuori catena”. Cliccate qui e guardate sulla colonna destra per i dettagli.

La libertà ha un prezzo, sei pronto a pagarlo?

Copertina
Afghanistan Missione Incompiuta – Seconda Parte (copertina provvisoria)

Dove eravamo rimasti? Era il 31 dicembre del 2014 quando il grosso delle truppe occidentali si ritirava dall’Afghanistan, da allora il Paese è letteralmente scomparso dagli schermi e dalle pagine dei giornali, nonostante il record di vittime civili e di produzione di oppio, il rischio di una nuova guerra civile, l’arrivo dell’ISIS e di altri gruppi terroristi stranieri nel Paese proprio come prima dell’11 settembre.
Il mio libro “Afghanistan Missione Incompiuta”, che molti di voi hanno sostenuto, si fermava proprio ai fatti del 2015, colmando il silenzio che era calato sulla guerra più lunga, quella combattuta dall’occidente in Afghanistan.
Dopo tre anni, il silenzio come una nebbia spessa e pesante ha continuato a gravare su Kabul, sugli effetti delle nostre scelte, sugli effetti a catena che la definitiva destabilizzazione dell’Afghanistan potrebbe causare (fino davanti alla nostra porta di casa).
E’ così che ho deciso di riprovarci, di chiedere di nuovo l’aiuto e il coinvolgimento di chi pensa che quanto accade in luoghi (all’apparenza) lontani vada capito e seguito, per solidarietà – se volete – o per egoismo – se preferite.
Voglio tornare a Kabul, raccontare quello che sta succedendo, incontrare i protagonisti e gli “invisibili” (quelli a cui nessun giornale mai dedicherà mai una riga e che di solito finiscono con l’essere solo numeri nella conta dei morti e dei feriti) guardare al dramma afghano ma anche ai segnali di speranza come la marcia per la pace da Kandahar o la recente tregua con i talebani.

COME PARTECIPARE? Di sotto c’è il link al crowdfunding, in pratica si tratta di pre-acquistare una o più copie del mio prossimo libro, l’obiettivo è alto (in realtà per fare un buon lavoro sul campo dobbiamo arrivare a quota 1000 copie) ma se sottoscrivete subito e passate parola, tutti insieme ce la possiamo fare.

CLICCATE QUI…se avete già sostenuto “Afghanistan Missione Incompiuta” sulla piattaforma ULULE siete già registrati. A proposito…QUESTA VOLTA NON BASTA UN LIKE

https://www.ulule.com/afghanistan-missione-incompiuta-2/

“Aiutiamoli a casa loro”…già fatto!

Afghanistan al Centro Astalli from Nico Piro on Vimeo.

Il 16 maggio sono stato ospite del Centro Astalli all’Università Gregoriana, per il suo corso di formazione (provocatoriamente) intitolato “Aiutiamoli a casa loro” che in questo suo primo appuntamento era dedicato al caso afghano.
Beh, sull’Afghanistan c’è da dire che “a casa loro” li abbiamo aiutati (noi occidentali), dall’invasione sovietica a tutt’oggi. E non sembra sia andata bene…”Missione Incompiuta”.