Ma cosa hai fatto?

Sono tornato dall’Afghanistan e mi insegue la domanda che molti mi fanno da tempo: ma come ti è venuto di…?
La frase la continuo io visto che ci sono diverse varianti: Come ti è venuto di…andartene per un mese a Kabul in ferie? Come ti è venuto di…andartene a tue spese a raccontare una crisi dimenticata? Come ti è venuto di…andarci senza i mezzi di una grande azienda (ma con quello che è un micro-budget per una missione del genere)? E via dicendo.

Riavvolgo il nastro: visto che in una stagione – spero conclusasi – non ci sono state le condizioni per andare in Afghanistan con la mia azienda (ci può stare, lo dico senza polemiche ma da disciplinato dipendente), da padre, da uomo e da giornalista non potevo accettare che l’Afghanistan restasse nel buco nero delle crisi dimenticate ed ho provato a dare un mio contributo (ad illuminare le periferie). Per questo l’estate scorsa, ho lanciato un crowdfunding per l’uscita del mio prossimo libro sull’Afghanistan, con quei soldi (assieme ad una parte della borsa ricevuta con il Premiolino 2017) ho trascorso quattro settimane a Kabul e nelle province.

Non è uno di quei viaggi facili: perché è difficile fare il giornalista in Afghanistan, il luogo più pericoloso del mondo per esercitare questo mestiere; perché è difficile farlo con pochi mezzi.
Oserei dire che le difficoltà mi sono scivolate addosso perché tanti amici, nuovi e vecchi, mi hanno aiutato; perché conosco quel Paese (e so anche di non poterlo mai conoscere fino in fondo) come fosse casa mia; perché ho avuto alle mie spalle la forza, l’incoraggiamento, la passione e l’entusiasmo di tanti “crowdfunder” che non accettando il silenzio su quella guerra dimenticata hanno pre-acquistato un libro che non c’è, pur di #illuminareleperiferie; perchè così ho sentito di star facendo il mio lavoro fino in fondo. Una sensazione simile a quella provata, per esempio, nel 2015 quando mi imbarcai – sempre in ferie – in un altro progetto di auto-produzione per raccontare l’epidemia di Ebola in Sierra Leone.

A proposito, vi ho parlato della domanda ma non della mia risposta, che non è mai cambiata pur di fronte alle diverse declinazioni della domanda: “Non ho fatto nulla di speciale, ho fatto solo quello che andava fatto”.

Sostieni il mio progetto: pre-acquista una copia del mio prossimo libro, il seguito di “Afghanistan Missione Incompiuta”

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