I morti “uguali”

Solo pochi giorni fa, l’aeronautica americana ha ammesso le sue responsabilità nella strage di civili del 17 marzo scorso a Mosul. Un film che sembra essersi ripetuto questa settimana sul fronte siriano della guerra all’ISIS.

Secondo l’osservatorio nazionale per i diritti umani, l’organizzazione che da anni monitora l’andamento del conflitto siriano (spesso in maniera considerata vicina ai ribelli),  più di un centinaia di persone, all’incirca metà dei quali bambini, sono stati uccisi durante bombardamenti americani sulla località di Mayadin, nel sud-est siriano. Si tratterebbe per lo più di famiglie dei combattenti dell’ISIS in fuga dalla capitale del sedicente stato islamico, Raqqa.
L’ISIS è in grave crisi sul campo di battaglia, il cosiddetto califfato che prima occupava vaste regioni nel nord dell’Iraq e della Siria sta andando in pezzi. In passato molti miliziani stranieri si erano trasferiti in territorio dell’ISIS con le proprie famiglie. A Mayadin, Donne e bambini in fuga avevano trovato rifugio in un edificio di quattro piani, poi distrutto dai bombardamenti. Le forze armate americane confermano di aver colpito obiettivi nella zona ma sta ancora accertando i fatti. Il commissario Onu per i diritti umani invita tutti i Paesi che operano in Siria a distinguere tra obiettivi militari legittimi e i civili”.

La notizia arriva mentre l’occidente è sotto shock per il sanguinoso e disgustoso attentato di Manchester, un attacco che ha volutamente colpito una platea di giovanissimi e – come sempre – un “soft-target”: persone ad un concerto, non militari o poliziotti addestrati e attrezzati per reagire.

Non voglio infilarmi in un ragionamento  sul valore universale del lutto e delle vittime civili, che dovrebbe essere uguale a prescindere da quale parte del mondo (o del fronte) le vittime innocenti si trovino. E’ scontato che debbano avere lo stesso “valore”, per esempio mediatico, anche se purtroppo non è sempre così.
Vorrei però sottolineare che sin quando i morti continueranno ad essere usati per giustificare altri morti, difficilmente riusciremo ad uscire dall’era della paura che le nostre società stanno attraversando. Per quanto sia difficile da ottenere, solo la pace può spegnere gli odii e quei rancori che continuano a bruciare per generazioni.

PS: USAID la coperazione statunitense ha scoperto un giro di tangenti e imbrogli, con il coinvolgimento di aziende turche incaricate di portare aiuti americani ai profughi siriani. La guerra non è solo morte ma è anche, per alcuni, un grande affare.

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