#Mojo, storia di un’intervista

E’ stata trasmessa nei giorni scorsi da RaiNews24, canale diretto da Antonio di Bella, l’intervista a Gino Strada sui 10 anni del centro Salam,  il primo centro di cardiochirurgia pediatrica, gratuito, dell’Africa subsahariana (potete rivederla qui).
E’ il completamento del mio lavoro sul campo, in Sudan, per il Tg3 diretto da Luca Mazzà.

A prescindere dai contenuti (Strada parla della sfida del Salam ma anche di Africa, guerra, pace) vale la pena analizzare com’è stata realizzata l’intervista per meglio comprendere certe logiche della produzione in modalità #mojo, mobile journalism.

Ecco alcuni punti salienti:

  1. ANGLES l’intervista è stata girata con più camere, quella principale è un iPhone 7 gestito da FilmicPro v6, in modalità 4k. Il totale intervistato-intervistatore è preso da una GoPro Hero 4, sempre in 4k e con il profilo colore pro-tunes attivato. I dettagli (sguardo, mani, passaggi da monitor prima camera ad intervistato) sono invece girati con una palmare Panasonic, in FullHd.
  2. AUDIO è stato – come spesso capita – uno dei grossi problemi del lavoro. Durante la preparazione dell’intervista, abbiamo scoperto che il splitter SC-6 della Rhode non funzionava, resta da capire se è un problema legato all’adattatore da TRRS (minijack) a lightining oppure se è un problema figlio dei bug di FilmicPro versione 6. Per cui all’iPhone 7 abbiamo collegato un “gelato” a filo (della Polsen, molto affidabile) mentre abbiamo usato quella che sarebbe dovuta essere la seconda camera come recorder con lo SmartLav della Rode e la relativa app. Per questo, è tornata utile la palmare Panasonic che era solo un back up d’emergenza.
  3. EDITING l’intervista ha due specificità nel montaggio. In primo luogo è stata montata con la modalità multicamera di FCPX, per cui i passaggi da una camera all’altra sono stati fatti come se si disponesse di un mixer video live; secondo punto è l’utilizzo del 4k, riducendo il file in FullHD (più che sufficiente per l’on line e la tv digitale) è possibile estrapolare 4 immagini dalla stessa inquadratura e quindi – per esempio – nel piano largo che ricompende intervistato e intervistatore, “zoomare”  virtualmente per avere un piano più stretto dell’intervistato o dell’intervistatore.
  4. SET la luce naturale era abbondante e soprattutto ben diffusa, l’unica correzione che si è resa necessaria è stata sul lato “scuro” del volto dI Gino Strada, in questo caso è tornato utile il classico Gorilla Pod (taglia media) che con le sue gambe “avvolgibili” si è arrampicato sulla spalliera di una sedia per puntare una luce a led all’altezza del volto dell’intervistato. Certo uno stativo avrebbe aiutato ma il Gorilla Pod con la sua flessibilità (e un po’ di ingegno di chi lo usa) consente di girare leggeri con un solo cavalletto a piena altezza.

Conversazione con Gino Strada from Nico Piro on Vimeo.

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