Ebola bye bye

Questa canzone – e il suo video – stanno spopolando in Sierra Leone, che celebra la fine dell’epidemia di Ebola. In questo anno e mezzo di emergenza, la radio e la musica hanno avuto un ruolo fondamentale per la diffusione dell’ “awareness” ovvero la presa di coscienza sulla pericolosità della malattia (sulla quale a lungo sono fiorite solo voci, credenze e superstizioni) e la diffusione delle pratiche di base per evitare il contagio, dal continuo lavaggio delle mani al divieto di toccare altre persone (uno shock culturale in un Paese dove il “body language” è parte integrante della socialità).
Un nuovo genere musicale – quello delle Ebola song – è cresciuto impetuosamente e gli si deve molto in termini di prevenzione del contagio (alcune di queste canzoni sono parte integrante della colonna sonora di KILLA DIZEZ), la canzone “Bye bye Ebola” è forse una delle meno interessanti – musicalmente parlando e rispetto al livello della “scena” locale – ma riesce ad esprimere bene il senso di liberazione di un Paese che ha visto migliaia di persone morire ed è rimasto prigioniero dell’epidemia a lungo, vivendo in condizioni eccezionali che – immagino – da questa parte del mondo in pochissimi avrebbero potuto tollerare con la compostezza (forse la rassegnazione) vista in Sierra Leone.

Non voglio fare il guastafeste ma, finita l’epidemia, resta da fare una riflessione sul futuro della Sierra Leone. Il già fragile sistema sanitario nazionale è stato raso al suolo dal virus nella sua prima fase, quando ha ucciso medici e infermieri che curano pazienti apparentemente malati di malaria. Va ricostruito, anzi costruito una volta e per tutte.
L’economia in difficile ripresa dopo gli anni della guerra civile (le cui ferite non sono ancora guarite) stava puntando sul turismo, tutti i progressi sono stati cancellati, uno “stigma” peserà a lungo sulla Sierra Leone nonostante le sue bellissime spiagge (per non parlare dei danni all’agricoltura e all’industria mineraria). I soldi della comunità internazionale immessi nel mercato sotto forma di “risk allowance” (l’indennità di rischio pagata agli Ebola workers) hanno sostenuto le comunità locali ma negli ultimi mesi – mentre i centri ETC e di isolamento chiudevano – questo flusso si è ridotto ed è ormai finito.
La politica sierra leonese non ha fatto passi in avanti, anzi…alcuni milioni di dollari mancano dalla cassa e sono finiti nel circuito della corruzione mentre il presidente Koroma ha approfittato della quarantena del suo vice (sospetto contagiato) per cacciarlo dal governo.
Ebola resta come uno spettro ad incombere su Liberia, Sierra Leone e Guinea (che non è stata ancora dichiarate Ebola-free) perché – ormai è chiaro, anche se non parlo da medico quale non sono – appare come una malattia endemica in quelle zone. Se mai i vaccini usciranno dai laboratori dove vengono tenuti non si capisce bene perché, si potrà “bonificare” l’area ma nei prossimi mesi non è da escludere la comparsa di un numero ridotto di casi un po’ qui e un po’ lì, senza un “pattern” preciso, mentre il contagio animale-uomo è sempre in agguato. In questa prospettiva, la speranza è che almeno un nucleo di “know-how”, di competenze, di professionalità e di strutture messe in piedi in questa lunga emergenza vengano conservate e finanziate per evitare di ricominciare da zero nel caso di una nuova epidemia.

Questo è il comunicato dell’OMS del 7 novembre che annuncia la fine dell’epidemia dopo 42 giorni (il doppio del periodo di incubazione) con zero nuovi casi:

End of Ebola Outbreakin Sierra Leone Statement Delivered by Dr Anders Nordström, WHO Representative in Sierra Leone 7 November 2015 Freetown

 

Today, 7 November 2015, the World Health Organization declares the end of the Ebola outbreak in Sierra Leone.

Since Sierra Leone recorded the first Ebola case on 24 May 2014, a total number of 8,704 people were infected and 3,589 have died. From those who tragically lost their lives, 221 of them were healthcare workers. We remember them all today.

We are now moving into a new phase of 90 days enhanced surveillance which will run until 5 February 2016. This new phase is critical as our goal is to ensure a resilient zero and that we can detect and respond to any potential Ebola flare ups. This period is about ensuring that we can consolidate the gains of existing systems to manage future risks.

The World Health Organization commends the Government of Sierra Leone and the people of Sierra Leone for the significant achievement of ending this Ebola outbreak.

The world had never faced an Ebola outbreak of this scale and magnitude and the world has neither seen a nation mobilizing its people and resources as Sierra Leone did.  The power of the people of Sierra Leone is the reason why we could put an end to this outbreak today.

This power of the people and the foundation now in place needs to be further nurtured and supported in order to build a strong and resilient public health system which stands ready to contain the next outbreak of a disease, Ebola or any other public health threat.

Under the leadership of the Sierra Leonean Government, an effective response was initiated to manage the outbreak.  The use of rapid response teams and strong community involvement to identify new cases early and quickly stop any Ebola virus transmission should continue to be the cornerstone of the national response strategy. 

WHO will maintain an enhanced staff presence in Sierra Leone as the response transitions from outbreak control, to support enhanced vigilance and to the recovery of essential health services.

The Ebola outbreak has decimated families, the health system, the economy and social structures. All need to recover and heal.

WHO is confident that the Government of Sierra Leone together with its national and international partners will use the foundation already in place; dedicated and trained health workers;  systems for alerts and information management; community engagement and care for people – to deal with other priority health problems, child mortality topping the list.

Thank you

 

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