Tutorial – Come costruire una mini sala di registrazione per il voice over

Questo post è decisamente e assolutamente fuori tema rispetto agli argomenti del blog, ma pensando a chi si occupa di reportage e giornalismo radio-tv (in condizioni precarie o sul campo) ho ritenuto utile condividere questa mia esperienza

L’idea

Un po’ per carattere, un po’ per l’esperienza di inviato in area di crisi, ho imparato IMG_4041che bisogna sempre essere in grado di produrre anche in condizioni “estreme”…come per esempio nel cuore di agosto a Roma! Quando le sale d’incisione sono chiuse, sbarrate, e un ingegnere del suono dall’altra parte dell’oceano continua a bocciare i tuoi voice over perché sente il riverbero della stanza…per quante stanze tu possa aver cambiato.
Inizialmente volevo comprare un recording booth portatile (ho scoperto che ce ne sono vari modelli) ma nessuno sarebbe arrivato in tempo utile, allora ho guardato un po’ di video sul fai-da-te di appassionati di audio statunitensi e così ho provare a fare la mia “scatola della voce”. Spero che questo piccolo tutorial posso esservi utile…

Di cosa abbiamo bisogno…

IMG_4047Attrezzi:

1 taglierina e 1 pennarello (opzionale: un metro)

Materiali:

2 lastre di poliuretano fonoassorbente con profilo piramidale (dimensioni 100x100cm spessore 30mm), un adesivo spray per poliuretano, una scatola (a scelta – vedi dettagli nel seguito del testo). NB: ovviamente anche le dimensioni delle lastre dipendono da quelle della scatola da insonorizzare

Dove procurarseli:

le lastre e l’adesivo sono facilmente reperibili su amazon.it e ebay.com ma spesso si tratta di materiali scadenti. Per andare sul sicuro rivolgersi ad Acustica (www.acusticaitalia.com) un’azienda specializzata in insonorizzazione che non ha però problemi a vendere anche piccole quantità di materiale. Lo stabilimento si trova in zona “Divino Amore” ma consegnano anche via corriere a Roma e in tutta Italia.
Ovviamente un’azienda vale l’altra, purché sia specializzata nell’insonorizzazione a garanzia di un poliuretano di qualità ed adatto allo scopo.

IMG_4051
Per il materiale io ho speso circa 50e+iva on line avrei speso qualcosina in meno ma con un incognita sulla qualità (tra i parametri di valutazione è importante considerare il “peso” della lastra).

Da evitare i grandi magazzini di bricolage perché, di solito, vendono il materiale in maxi-pacchi utili a foderare una casa più che una scatola e anche in questo caso con dubbi sulla qualità, difficilmente valutabile in assenza di personale specializzato che ti possa assistere nell’acquisto.

La scatola potete trovarla in qualsiasi negozio di casalinghi/ferramenta con prezzi che oscillano tra i 10 e i 20 euro. Io ho comprato una scatola con altezza 50cm (100lt) perché era l’unica capace di ospitare il mio microfono e il mio stand. In pratica la scelta della scatola va fatta “intorno” al microfono e al supporto che lo sostiene.
Per motivi acustici è sempre da preferire (mi dicono…) una scatola leggermente svasata (la base più piccola del coperchio, per capirci) come, tra l’altro, sono la maggior parte di quelle in plastica in vendita al dettaglio.

Come fare:
IMG_4053Prima di tutto dobbiamo bucare la scatola nel punto in cui intendiamo far uscire il filo del microfono. E’ un’operazione che si può fare con la taglierina stando attenti a che la lama non scivoli sulla plastica e a non usare la taglierina come un martello altrimenti si rischia di rompere tutto (infatti…vedi foto).

L’alternativa per i più spericolati è usare una tenaglia e un chiodo bello grosso. Con la tenaglia si riscalda il chiodo sul fuoco e poi si buca (come la lama di un coltello nel burro) il dorso della scatola.
Il buco, di solito, va realizzato sul lato e nel punto dove poggeremo la base del microfono ma  – di nuovo – anche questa decisione va presa pensando alle specifiche del nostro microfono.

Disponete a terra la lastra di poliuretano (piramidi verso il suolo) e appoggiateci sopra un lato della scatola. Con il pennarello tracciate il profilo del lato “poggiato”.
Sollevata la scatola, con la taglierina seguite il tratto del pennarello (verso l’interno non sull’esterno) e avrete così realizzato il primo “pannello sagomato” da inserire all’interno della scatola. Considerate che è utile piazzare la scatola per disegnare la sagoma avendo l’accortezza di seguire almeno una linea di quelle che separano le piramidi perché lì il taglio è più efficace e più preciso.

Per evitare di farsi male o di rovinare il pavimento, è bene poggiare un foglio di cartone  tra il suolo e la lastra di materiale fonoassorbente.

Ripetete l’operazione per tutti e quattro i lati e per il fondello.IMG_4059

A questo punto avrete a vostra disposizione cinque pannelli, assemblateli senza colla (ad incastro, solo come prova) perché ora si tratta di lavorare sull’overlapping, in pratica per quanto siano stati tagliati con precisione tutti e 4 i pannelli non ci stanno (così come il fondello) per via del loro spessore e del taglio del lato di giunzione che (avendo un macchinario ad hoc!) dovrebbe essere fatto in obliquo, cosa ovviamente impossibile per noi dell’opificio domestico…
Allora per rimediare possiamo a) rifilare manualmente i lati, ma è un’operazione tediosa e anche un po’ pericolosa se non siete pratici di lame, vista la risposta elastica del poliuretano b) far calzare un lato sull’altro per qualche centimetro in maniera tale da far funzionare l’incastro (soluzione consigliata)

La soluzione b richiede un po’ di pazienza e un po’ di prove perché magari è meglio mettere sotto il lato grande di sinistra e poi farlo calzare a quello corto di destra…e così via.

Raggiunto l’optimum (tutti e cinque i pezzi stanno al loro posto e guardando la scatola dall’interno non filtra luce o comunque non si vede il colore della plastica) procediamo all’incollaggio.
In un luogo aperto e soprattutto lontano dal fuoco, cominciamo a spruzzare un lato della scatola e ad incollarci sopra la prima lastra, continuiamo l’operazione seguendo il verso della sovrapposizione tra i bordi per come l’avevamo disposta e pensata prima (a secco, senza colla). Da questa “pianificazione” dipende anche se conviene incollare prima il fondello o alla fine (io ho scelto quest’ultima soluzione). Come vedete dalla foto, la bomboletta spruzza ad “effetto spatola” ed è molto utile.

Se doveste notare che ci sono degli “spifferi” ovvero che parte della scatola (soprattutto alle giunzioni in caso di taglio super-preciso) sia ancora visibile, con gli scarti del taglio (di solito delle listelle) potete colmarli…meglio se infilandoli piuttosto che incollandoli.

Se riuscite a rifilare bene i bordi del poliuretano (quelli esterni, che presumibilmente escono dalla scatola) riuscirete anche a chiudere gli sportelli o il coperchio della stessa garantendovi la difesa dalla polvere.

Coprimi le spalle!

Se temete che dalle vostre spalle possano arrivare dei disturbi sonori (p.e. un IMG_4046condizionatore che non riuscite a spegnere) o comunque se preferite avere un isolamento totale potete usare una “cappa” tipo fotografo con il dagherrotipo, ovvero calarvi addosso un panno che copra voi e la scatola.
L’ideale sarebbe comprare un tessuto anti-rumore (sono leggeri ma efficaci e soprattutto d’estate convengono) oppure potete usare una coperta o un copriletto che avete a casa (ps: buona sauna).

C’è anche un’altra alternativa, ma a quel punto avrete bisogno di una scatola come quella in foto ovvero non con il coperchio a pressione ma con le antine. Le stesse possono essere rivestite all’interno con il poliuretano (occhio alle dimensioni altrimenti non si chiuderanno più, in maniera tale che quando aperte possono fornire allo “speaker” un ulteriore protezione laterale.

Infine potete usare la striscia di poliuretano che vi è rimasta (dovrebbe essere abbastanza lunga e larga se avete preso due lastre da un metro quadrato) per coprirvi, basta semplicemente poggiarla sullo schienale della sedia prima di sedervici e poi appoggiarla sopra del bordo superiore della scatola. Mi sembra un’esagerazione, nemmeno tanto utile in termini di incremento marginale della performance acustica, ma se proprio vivete poco lontano dalla pista dell’aeroporto può essere un tentativo da fare.

Optional:
Se avete intenzione di coprirvi del tutto tipo “dagherrotipo” o se c’è il rischio di dover usare il vostro recording booth in ambienti con illuminazione carente, basta comprare una piccola luce a led (ce ne sono di quelle con la clip tipo molletta) e sistemarla alla bisogna. Altrimenti, se volete più “lumen”, usate una lampada da “minatore” a led.

AUDIO SAMPLE – “Ah Saaaaahh…PROVA MICROFONOOO”:
Ecco lo stesso testo registrato con e senza “scatola”…potete scaricarlo da sound cloud cliccando qui

Si tratta della frase dello stesso testo letta con lo stesso setting di registrazione (microfono-preamp-software di recording) con e senza usare la “scatola”.

EMERGENZA! Rompere in caso di necessità”

Se l’operazione di costruzione fosse stata un fallimento…beh provate qui…

http://voiceoveressentials.com/content/porta-booth-plus.htm

vi costerà un bel po’ in più (189 dollari e al prezzo aggiungete tasse, spese di spedizione e dazi doganali in euro) e per via del logo non potrete nemmeno dire che l’avete fatto voi !

 

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