Fly-Zone

Obama minaccia Assad: se userete le armi chimiche, interverremo. Per un Paese che solo pochi anni fa, si è infilato in un guerra impossibile (quella in Iraq) e sprecato migliaia di vite e di milioni di dollari sulla base del presunto possesso di armi di distruzione di massa, beh è un’affermazione che suona abbastanza fragile. L’occidente sta assistendo da mesi al massacro siriano e non muove un dito mentre in Libia ha fatto l’esatto contrario: in poche settimane ha deciso la no-fly zone che si è trasformata nell’aviazione dei ribelli ed è stata decisiva per la loro vittoria. Per giunta le testimonianze sull’utilizzo di mezzi aerei contro la popolazione civile nel paese – all’epoca – di Gheddafi erano fragili e quasi mai hanno trovato una conferma. In Siria, invece, basterebbero solo immagini del bombardamento di Azaz per giustificare l’istituzione della no-fly zone…per non parlare dell’utilizzo di elicotteri d’attacco a Damasco come ad Aleppo, anch’essi ampiamente documentati – per giunta – anche in un rapporto dell’Onu.

Appare chiaro che l’intervento di Obama sia motivato un po’ da questioni elettorali (la politica estera comincia a riaffiorare nella lunga vigilia delle presidenziali) un po’ dal tentativo di mettere una pezza alle speranze sollevate dalla recente visita della Clinton in Turchia, dove il segretario di Stato (pur con grande cautela) non aveva escluso il ricorso alla no-fly zone per poi affidare la retromarcia ad altri esponenti dell’Amministrazione.
Non mi sto schierando a favore di un no fly zone (anche perchè non penso che la mia opinione possa contare nello scenario internazionale…) però mi sembra evidente che l’Occidente stia usanado due pesi e due misure tra Siria e Libia, indebolendo la sua credibilità e anche le ragioni dell’intervento libico.
Certo quella siriana è tutta un’altra storia tra implicazioni politiche e religiose la Siria è un labirinto che potrebbe far apparire l’Iraq della seconda Guerra del Golfo come una passeggiata che un Occidente (anche a corto di risorse economiche e militari) sta lasciando che l’incendio segua il suo corso e non prova nè a domarlo nè ad orientarlo. Puo’ essere una scelta ragionevole se si considera l’effetto domino che dalla Siria si può innescare in tutto il Medio Oriente e che quindi un intervento “umanitario” finirebbe per trasformarsi in un atto disumano. Sarebbe altrettanto ragionevole che i cosiddetti grandi della Terra ci risparmiassero il loro moralismo a corrente alternata che serve a giustificare certi conflitti mentre ne dimentica altri. Ma questo forse è chiedere troppo.

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