Democrazia Kabul-i

Karzai non si ricandiderà, lo ha annunciato oggi l’ufficio del presidente. Dopo praticamente tre mandati (ha governato il paese nel post-2001 con una nomina “commissariale” per poi essere eletto nel 2004 e, tra le polemiche, nel 2009) Karzai comunica che nel 2013 si farà da parte, come del resto prevede la costituzione. Insomma una non notizia.

Se volete fare un po’ di ironia, potete interpretare questo annuncio come l’ennesima campana a morto per la democrazia afghana che potrebbe non esserci più se non nel 2013, diciamo dopo il 2014 quando le truppe occidentali si ritireranno. In realtà Karzai ha oggi annunciato l’ovvio, il comunicato può essere tradotto come “rispetterò la costituzione”. Perchè l’ha fatto? Non perchè teme di essere scalzato come Saleh (Yemen) o Mubarakat (Egitto) da una primavera afghana che non esiste ma perchè sta completando il suo assalto al parlamento e quindi ha bisogno di una mossa ad effetto che gli consenta di calmare le acque e assestare il colpo.

Quale colpo? Riavvolgiamo il nastro: a settembre del 2010 si è votato per le parlamentari, quasi un anno dopo i risultati non sono stati ancora ufficializzati…la crisi elettorale più lunga che la storia ricordi. Di mezzo c’è stato il tentativo di Karzai (scontento per i risultati delle elezioni che sottorappresentano la sua etnia, quella pasthun, ma anche i suoi diretti alleati ed amici) di posporre l’apertura della Camera e poi di invalidare i risultati utilizzando la magistratura, alle sue dirette dipendenze, per neutralizzare l’unico organo costituzionale con poteri di revisione dei risultati elettoriali, ovvero la IEC e la ECC. Karzai è riuscito intanto a fare perdere il posto in parlamento, proprio tramite questa revisione “fatta in casa”, a 62 deputati. Mercoledì però ha emesso un decreto per risolvere il problema e quindi il conflitto costituzionale, ovvero ha affermato che effettivamente la titolarità della revisione dei risultati è della commissione elettorale ma allo stesso tempo ha stabilito che la commissione elettorale faccia propri i risultati della revisione stabiliti dai giudici su incarico di Karzai. Un vero colpo da statista…Se pensiamo che la guerra in Afghanistan è stata giustificata (almeno negli ultimi anni) proprio dalla necessità di consolidare la democrazia afghana…c’è davvero da star sereni…
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