Ascesa e (mancata) caduta di Karzai

L’alleato di cui l’occidente non può fare a meno e che non può fare a meno di criticare. Ormai già da almeno due anni è questa l’immagine di Hamid Karzai ma i cablogrammi diplomatici riservati, diffusi da Wikileaks in una nuova ondata di rivelazioni, scolpiscono questa immagine con la spontaneità del linguaggio di chi scrive in segretezza. “Debole”, “Paraonico” sono solo alcuni degli aggettivi utilizzati per descrivere il presidente afghano.

Ma è la lettura cronologica dei dispacci diplomatici a colpire di più, la cronaca di un leader rispettato che aveva il privilegio di parlare ogni settimana con il presidente Bush diventato, man mano che la situazione precipitava in Afghanistan, invece un uomo inadeguato agli occhi dell’alleato americano. Incapace  Karzai, in primo luogo, di fermare la corruzione che prospera nel suo governo e si nutre dei finanziamenti occidentali. Dai cablogrammi emergono dettagli sul vicepresidente, il fratello di Massoud, trovato con oltre 50 milioni di dollari ad Abu Dhabi dove già questa estate erano stati trovati grossi investimenti immobiliari anche di uno dei fratelli di Karzai, da sempre accusato di essere un trafficante di droga – accusa ribadita nei dispacci.

Gli americani hanno perso sin’ora 1400 uomini in Afghanistan, oltre ottocento i caduti degli altri alleati internazionali compresi i 34 militari italiani morti in missione. Gli occidentali sanno bene che fin quando il governo sarà un oppressore, esattore di tangenti agli occhi ai danni cittadini afghani, questi non si schiereranno mai dalla sua parte e non sarà mai possibile vincere una già difficile guerra. Quello che non sanno è con chi sostituire Karzai.

Link a documenti e articoli:
New York Times – Corruzione
New York Times – Karzai
The Guardian – I 52 milioni di dollari del fratello di Massoud
L’archivio sui “cables” del Guardian
Il punto del Guardian su 5 giorni di rivelazioni

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2 pensieri su “Ascesa e (mancata) caduta di Karzai

  1. Si nota una certa somiglianza con un problemino simile che abbiamo noi italiani in casa…

    Un “insostituibile” debole paranoico incapace al potere, circondato da ladri, approfittatori (di cui lui è stato il primo mentore) e qualche utile idiota.

    In effetti non dovrebbe essere poi così difficile sostituirlo, forse basterebbe metterci una persona normale, senza precedenti penali e, giusto per non fidarsi troppo, con pochi parenti.

    Scelga lei se stiamo parlando dell’Italia o dell’Afghanistan, da una parte i talebani, dall’altra i tale-nani.

    Che tristezza.

    1. nicopiro

      Sulle somiglianze con l’Italia, non mi avventurerei in paragoni perchè diciamo che la situazione afghana è talmente complessa da essere unica (e manca dell’elemento italiano del controllo dei media che è un unicum mondiale).
      Karzai sembrava la persona giusta perchè era l’unico “attore” all’epoca a non avere le mani sporche di sangue come tutti i signori della guerra, il problema è che – tra errori degli occidentali e suoi errori – si è consentito che i warlords si insediassero dentro i gangli del potere. Ormai sarebbe impossibile sradicarli. L’occasione persa per sostituirlo sono state le presidenziali del 2009 sulle quali ho scritto tanto e sulle quali (a Washington) ha gravato lo spettro del Vietnami (errori politici commessi in).
      Ciao!

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