Non chiamateli incidenti

Nemmeno leggendo la stampa spagnola (che riprende l’opinione del governo sulla premeditazione dell’attentato – vedi el pais; el mundo) si capisce bene la dinamica dell’attacco di ieri a Qal-e-Now costato la vita a due poliziotti e ad un interprete iberici. Come fa ad Herat la Task Force Grifo della guardia di finanza italiana, la Guardia Civil spagnola addestra le forze di sicurezza locali nella base di qal-e-now, capitale della remota provincia di Badghis dove gli spagnoli gestiscono il locale Prt, che fa non poca fatica ad uscire dai dintorni della città. Ieri un afghano ha impugnato le armi e sparso altro sangue – inizialmente sembrava si trattasse di reclute, ora si parla dell’autista del comandante della polizia locale. Anche se in questo caso la posizione del governo spagnolo è molto chiara, episodi del genere si moltiplicano (militari o poliziotti afghani che ammazzano e feriscono elementi delle truppe occidentali – tre episodi del genere solo nell’ultimo mese se la memoria – mia e della Reuters – non inganna). La tentazione è quella di descriverli come “argument”, ovvero delle liti, degli incidenti appunto. Mi sembra invece chiaro che l’infiltrazione nelle forze di sicurezza locali dei talebani è ormai molto forte, come accadeva ai tempi dei russi (Steve Coll per esempio cita l’invito dei mujaheddin agli infiltrati a non disertare perchè più utili all’interno); in un quadro per giunta dove il reclutamento va avanti a manetta, purchè si riempiano gli organici in vista del passaggio alle forze di sicurezza locali. In sintesi, direi che l’infiltrazione deve essere presa e considerata come un dato di fatto.
Non so invece se le dure e violente manifestazioni all’esterno della base spagnola, ieri, siano state davvero organizzate come dice il governo spagnolo: le voci in Afghanistan hanno la forza di un tornado, più si diffondono e più prendono quota…immagino la voce di un afghano ucciso dagli spagnoli che si diffonde tra la gente e magari dopo un’ora si parla di un plotone di esecuzione per decine di concittadini. Di certo fa pensare rivedere le immagini dell’assalto alla base, la stessa dalla quale partono i convogli umanitari e le distribuzioni in primo luogo destinate alla città che ieri si è ribellata.
Per chiudere, i link della stampa spagnola sulle tre vittime di ieri: Jose Maria Galera, Leoncio Bravo e l’interprete, naturalizzato spagnolo da lungo tempo, Taefik Alili.

Advertisements

Un pensiero su “Non chiamateli incidenti

  1. Pingback: Questa ci mancava « Tashakor…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...