Di notte, in Afghanistan

Quando, un paio di settimane fa, il presidente iraniano Ahmedinejad ha incontrato il suo omologo afghano, c’era qualcosa che mi ha molto colpito. No, non mi riferisco agli attacchi contro l’America con Karzai di fianco (quella è ormai ordinaria amministrazione anche per il presidente afghano figuriamoci per quello iraniano), quanto il fatto che la visita fosse stata ampiamente annunciata; caso unico tra i capi di stato e alti diplomatici che vanno nel Paese – la prassi negli standard di sicurezza. Ho capito il senso della mossa pochi giorni dopo, quando Ahmedinejad ha attaccato il presidente Obama (le dichiarazioni, affogate di un discorso fiume sulle possibili nuove sanzioni nucleari a Teheran, non sono finite sui giornali) per aver visitato l’Afghanistan di notte e “a sorpresa” mentre lui, che nel Paese non ha migliaia di unità combattenti, invece la visita l’aveva annunciata. Racconta questa “spigolatura” (le vie dello scontro politico sull’Afghanistan ormai sono sempre più variate e fantasiose) per segnalare questo posto del blog fotografico del NY Times (sì negli ultimi giorni mi piace tanto) proprio sulla visita di Obama nel Paese (“To Afghanistan, in darkness and secrecy”) con un taglio che ne racconta bene l’atmosfera.

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