Iraniani?

Da anni gli Stati Uniti parlano del contributo iraniano alla guerriglia anti-governativa in Afghanistan. Esemplificativa di quanto controversa sia la questione, è la scena di “Leoni per agnelli” dove uno dei protagonisti fa notare al proprio superiore che è quantomeno singolare che gli iraniani sciiti possano aiutare dei ribelli radicali sunniti a dispetto di secoli di divisioni. Per giunta – aggiungo io – episodi relativamente recenti come il massacro di Mazar-i-Sharif degli anni ’90, che fecero precipitare i rapporti tra Teheran e i talebani, non si cancellano tanto facilmente.

Nei giorni scorsi il Times di Londra ha pubblicato alcune testimonianze di comandanti talebani che affermano di esser stati addestrati in campi iraniani alla preparazione e collocazione di IED, un articolo al quale è seguito questo della Cnn che tutto sommato conferma le (caute) accuse di militari americani che parlano di coinvolgimento limitato. Per chi volesse un riferimento in italiano, l’indiscrezione del Times è ripresa in questo articolo di Gianandrea Gaiani per il Sole24Ore, nel quale l’analista militare aggiunge tutta una serie di dettagli su episodi del recente passato (dal suo archivio, vedi anche questo articolo sullo stesso tema).

E’ indubitabile che l’Iran, come tutti i Paesi confinanti, stia interferendo negli affari interni afghani. Del resto non sarebbe il solo (basta citare i legami tra l’ISI pakistano e gli attentatori all’ambasciata indiana a Kabul dell’estate 2008) e non sarebbe nulla di diverso da quello che accade da secoli. Personalmente, però, resto convinto che l’Iran abbia interesse ad operare soprattutto nelle aree di confine come nell’ “italiana” provincia di Herat e su questioni molto specifiche. E’ il caso della Salma Dam, la diga sul fiume Hari-Rud nel distertto di Chest-e-Sharif, provincia di Herat. La diga finanziata dagli indiani è in fase di completamento ma le opere vanno avanti a gran fatica per via dei cruenti attacchi talebani contro, praticamente, tutti i soggetti coinvolti nel progetto.
In questo articolo dell’IPWR si racconta come stiano emergendo diversi elementi sul coinvolgimento iraniano in questi attacchi. Del resto la diga finirebbe con il ridurre il flusso d’acqua del fiume di cui, per buona parte, beneficia proprio l’Iran. Salvo casi specifici come quello appena citato, pare ancora mancare la prova decisiva sul coinvolgimento iraniano con la guerriglia la stessa del resto che inonda il mercato iraniano di droga. Se è vero che in nome dell’anti-americanismo, anche sciiti iraniani e talebani sunniti possono unirsi, è anche vero che gli Stati Uniti nell’Afghanistan ritrovano una posizione strategica d’attacco all’Iran e, viste le ormai croniche frizioni con Teheran, hanno altrettanto interesse a metterela repubblica iraniana in luce (ulteriormente) cattiva.

A proposito di IED, sia il London Times che il New York Times, negli ultimi giorni, hanno dedicato servizi alla “rinascita” degli U2, gli aerei spia da guerra fredda che partono da una base nel Golfo persico e sorvolano l’Afghanistan proprio alla ricerca di ordigni nascosti unendo l’occhio umano (che i droni non hanno se non in remoto) alla possibilità di volare a quota sicura da attacchi di contraerea da terra.

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