Reintegriamoci!

A lungo in Afghanistan si è parlato di riconciliazione nazionale e c’è persino una commissione per la riconciliazione nazionale che ha fatto poco o nulla per “fare pace” con i talebani e con gli “hig” o con qualsiasi altra componente della guerriglia antigovernativa, e che abbia fatto ben poco è inequivocabile, nonostante un certo numero di comandati e combattenti negli anni siano passati dalla parte del governo ma quasi sempre abbandonati a loro stessi e non utilizzati per quello che avrebbero potuto fare in termini appunto di riconciliazione.

Da qualche mese
a Kabul, la parola che tiene banco nei dibattiti serali tra diplomatici, militari e compagnia di giro è “reintegrazione”, un nuovo termine per ripetere un tentativo già fallito (vi immaginate a chiamarla di nuovo “riconciliazione nazionale”?) e che dovrebbe essere ripetuto questa volta in maniera – si spera – più efficace o forse sarebbe meglio dire più seria. Per quanto se ne sa sin’ora (più dettagli alla conferenza di Londra, della prossima settimana), il nuovo programma verrebbe massicciamente finanziato puntando alla base della guerriglia non ai suoi vertici che chiaramente non sono “comprabili” e non vogliono sedersi ad alcun tavolo di trattative. In pratica si tratterebbe di fare quello che i singoli comandanti militari e Provincial Recostruction Team provano a fare in maniera non coordinata ed episodica, ovvero offrire lavoro ai giovani delle rispettive aree di competenza dove spesso ci si unisce alla guerriglia per guadagnare 2-300 dollari al mese di salario.

Karzai ha anticipato
l’annuncio di Londra con questa intervista alla bbc dove tra l’altro continua ad usare il termine riconciliazione, evidentemente più “televisivo” del suo nuovo sostituto.
E’ evidente, comunque, che questa strategia potrà funzionare solo se andrà a regime il piano americano per finanziare lo sviluppo dell’agricoltura afghana mettendo i contadini di non coltivare più oppio e di non cedere alle offerte della guerriglia. Per ora, i contadini afghani non potranno più usare il nitrato d’ammonio come fertilizzante. Venerdì, il governo l’ha messo al bando. E’ l’ingrediente base per le cosiddette “homemade bomb”, sempre più potenti e che tante vite (in prevalenza militari occidentali) hanno spazzato via negli ultimi mesi.

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