Dalla Folgore alla Sassari, e non solo

Folgore ad Herat, 2 ottobre 2009 np©09
Folgore ad Herat, 2 ottobre 2009 np©09

Nelle prossime settimane, la brigata Folgore lascerà l’Afghanistan al termine del suo turno di dispiegamento iniziato formalmente con il toa (il “trasferimento di autorità” come recita l’acronico inglese) del 4 aprile scorso quando gli alpini della Julia passarono la bandiera della missione proprio ai paracadutisti. Il posto della Folgore verrà preso per i prossimi sei mesi dalla brigata Sassari, i cui effettivi stanno già arrivando da qualche giorno proprio ad Herat.

Ultimo ammaina Bandiera alla Fob di Musahy
Ultimo ammaina Bandiera alla Fob di Musahy ©Pio Kabul 09

In contemporanea, anche con il trasferimento all’Anp (la polizia afghana) della fob “Sterzing” della valle del Musahy, a sud di Kabul, si prepara la “fine” da mesi annunciata della presenza italiana nella capitale, dove la base di Camp Invicta verrà passata al contingente turco. Una scelta che si inquadra nelle necessità di Isaf di presidiare il resto del territorio piuttosto che la capitale affidata alle forze di sicurezza locali.

Il terzo battle group (anche se adesso nella dicitura ufficiale si preferisce chiarmale task force) verrà così trasferito nell’RC-West dove si rafforzerà la presenza nella zona di Shindand, distretto più meridionale e più travagliato della provincia di Herat, per giunta zona pastù in area tagika. Una zona strategica perchè va a colmare sulla “mappa” un vuoto tra la presenza italiana a Farah e le due basi di Herat lungo la ring road (o “highway one”) la strada più importante di tutto l’Afghanistan. Inoltre Shindand, che era una base importantissima per le truppe sovietiche (che per giunta vi hanno lasciato un enorme deposito di munizioni, a lungo mal sorvegliato dalle forze di sicurezza locali…), diventerà il caposaldo sul versante occidentale del paese della ri-nascente aviazione afghana. Al momento non si tratta che di pochi elicotteri e qualche mig, ma ridare al governo afghano il controllo dello spazio aereo è un passaggio chiave per ridurre (in un futuro per ora lontano) la presenza militare straniera nel paese. La presenza italiana a Shindand inizialmente si limitava ad un gruppo di OMLT, i consiglieri militari che addestrano l’esercito afghano del 207esimo corpo d’armata, da luglio però vi opera la task force elettorale messa sù proprio per il periodo del voto (le altre due TF sul terreno sono quella nord e quella sud) e che nei prossimi mesi lascerà il proprio posto alle nuove truppe non più impegnate a Kabul.

Venerdì ad Herat è stato il presidente del Senato, Renato Schifani. Una visita, che ho seguito per il Tg3, e che è stata la prima di un esponente istituzionale dopo il peggior attacco mai subito dal contingente italiano in Afghanistan, quello del 17 settembre. Ad Herat, per l’occasione, c’era anche una rappresentanza del 186mo reggimento della Folgore, che opera a Kabul e di cui facevano parte i sei caduti della airport road.

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