Afghanistan, una “crisi dimenticata” (in Italia)

Se quella afghana in America è stata sin’ora una guerra “dimenticata” (ma già in questi primi mesi del 2009 l’inversione di rotta nel mondo dei media è apparsa drastica) in Italia le cose non vanno meglio. Questa mattina presso la sede della stampa estera a Roma, Medici Senza Frontiere ha presentato il suo quinto rapporto sulle crisi dimenticate con la classifica nella quale nessuno vorrebbe essere, la “top ten” delle dieci crisi che nonostante la loro gravità e le loro dimensioni nel 2008 non hanno ricevuto un adeguato – a volte nemmeno minino – spazio in tv. Purtroppo la carta stampata è esclusa dalla ricerca realizzata dall’Osservatorio di Pavia, ma c’è da scommettere che il risultato non sarebbe stato molto diverso.

Tra le crisi dimenticate del 2008, c’è la crisi afghana che pure ha ricevuto una certa attenzione. E’ stato il contesto di crisi più visibile nel 2007 e nel 2008 è stato “notiziato” 538 volte. Però a guardare bene i dati si scopre che:

“Da rilevare qui come, su 538 notizie dedicate al paese, 225 nascono da eventi che
riguardano la missione italiana nel paese (es.: impegno della missione, visite di politici
italiani).”

Insomma è un tipo di attenzione molto “etnocentrica” (come l’hanno definita i ricercatori dell’Osservatorio di Pavia oggi in conferenza stampa) o se volete “provinciale”. In realtà – a mio modesto avviso – il problema èquello che si parli della missione militare italiana in Afghanistan (sarebbe assurdo non parlarne) ma che si parli prevalentemente di quella come appare dai dati. Che si parli di Afghanistan senza approfondire/citare/spiegare la crisi afghana nel suo complesso, senza dimenticare soprattutto le sofferenze dei civili presi nel “fuoco incrociato” o comunque costretti ad una vita di sofferenze e privazioni in una paese poverissimo. Tra l’altro c’è da scommettere che da analisi più approfondita verrebbe fuori che i pezzi in questione sono stati dedicati non a capire/spiegare la missione militare italiana nel paese ma solo agli “incidenti” (militari feriti, attacchi e simili) che l’hanno caratterizzata nell’anno trascorso.

A margine, se volete per orgoglio di casacca (perchè no?), segnalo che il Tg3 è il telegiornale che ha dato più attenzione alle crisi internazionali, dedicando loro il 13,45% delle “notizie” diffuse nelle sue edizioni principali nel 2008, oltre il doppio rispetto alla media dei tg presi in considerazione che è stata pari al 6% l’anno scorso, contro – purtroppo – il 10% del 2006.

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