Analisi, il discorso di McKiernan

E’ il capo delle forze americane e di Isaf, la missione a guida Nato in Afghanistan, il generale David McKiernan il cui ultimo intervento pubblico può essere considerato un “manifesto” sul futuro (immediato, almeno) della presenza militare nel paese; intervento di cui sin’ora si è sentito parlare soprattutto per il riferimento alla durata (dai tre ai quattro anni)  di questo nuovo capitolo della presenza militare in Afghanistan.

Questo link porta direttamente alla trascrizione integrale della sua conferenza stampa al Pentagono del 19 febbraio, in quasi contemporanea con l’annuncio di Obama dell’aumento del numero delle truppe statunitensi. Ho trovato molto interessante questa analisi del suo discorso fatto da Spencer Ackerman per TheWashington Independent. Vorrei commentarne alcuni punti:

1) Clear-Hold-build ovvero ripulire/liberare (dai nemici)-controllare-ricostruire… sono parole d’ordine già sentite in Iraq (ricordo in particolare durante la prima presa di Tal-Afar) ma che in Afghanistan suonano davvero beffarde. Sin’ora, soprattutto nel sud, le cose stanno andando in questo modo:  le truppe occidentali vanno in pattuglia in un certo villaggio dove o vengono attaccate o vengono ignorate dai talebani (preventivamente ritiratisi o nascostisi tra i locali) poi finita la pattuglia tutto torna come prima. L’anno scorso per la parte clear della strategia (il take prima dell’hold in gergo militare) erano arrivati i Marines nel sud dell’Afghanistan, decisamente pochi. Anche guardando al versante britannico, salvo casi molto specifici (e simbolici) tipo Musa Qala, il clear è durato sin’ora poche ore e l’hold non s’è quasi mai visto, di conseguenza la ricostruzione è diventata una chimera. In sintesi in questa modalità di scontro con la guerriglia, le truppe occidentali non solo non sono riescono a controllare il territorio ma soprattutto non garantiscono sicurezza alla popolazione locale che finisce col fuggire o con lo “schierarsi” con la guerriglia (anche solo nel senso di subirla).

2) Le milizie tribali sul tema che sta preoccupando molti in Afghanistan, quello della formazione di milizie locali, (vedi quest’articolo dal blog) McKiernan è apparso criptico, ovvero ha descritto il programma in questione come un avvicinamento della polizia alla popolazione locale. Si riferiva forse ad un cambio nel sistema di reclutamento delle forze di sicurezza (con la possibilità delle reclute di operare anche nella zona di provenienza e non solo altrove, come invece accade ora) ? Pare difficile che si tratti solo di questo, di certo è la conferma che il programma è ancora poco chiaro e anzi tutto da chiarire.

3) I raid aerei
ovvero la fonte primaria delle vittime civili in Afghanistan, secondo il generale più truppe non necessariamente ridurranno il ricorso ai raid. Il supporto aereo è, molto spesso, l’unico elemento di superiorità militare delle truppe occidentali sulla guerriglia quindi appare difficile che ci possano rinunciare ma la strategia di Obama verrà giudicata soprattutto su questo punto…ovvero comparando l’aumento delle truppe sul terreno alla riduzione (che dovrà essere necessariamente drastica) delle vittime civili leggasi dei raid aerei (e di quelli notturni).

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