La “surge” di Obama e quella italiana

A lungo attesa (ed annunciata) è arrivata la decisione di Obama sull’incremento delle truppe in Afghanistan. I numeri non si discostano di molto dalle attese. In breve, dovrebbero partire 8000 marines da Camp Lejeune, North Carolina, e 4000 militari dell’esercito (Fort Lewis, Washington). Successivamente dovrebbero arrivare altri 5000 soldati (truppe di supporto) per portare a quota 17mila questa prima tranche della “surge” in versione Obama, in tempo per la “tradizionale” offensiva di primavera.

“Surge”, letteralmente ondata/impeto,  è il sostantivo utilizzato per indicare l’aumento  delle truppe voluto da Bush in Iraq, Obama sta completamente cambiando il “vocabolario” della politica estera e militare americana (anche la definizione-madre “war on the terror” è destinata alla pensione) e quindi la parola “surge” non è stata utilizzata dal Presidente ma è difficile non riprenderla visto che, tra l’altro il regista è lo stesso, il generale Petraeus. Sulla continuità tra le due presidenze nella lotta ad Al Qaeda & Co. vedi questo articolo del New York Times.

I numeri. In totale 36mila militari americani sono già in Afghanistan, con questa decisione in pratica li si aumenta del 50%, ma l’obiettivo della Casa Bianca è arrivare al raddoppio del contingente attuale ma le decisioni successive arriveranno dopo la revisione della strategia afghana attualmente in corso (strategia che dovrebbe essere condivisa con gli alleati al summit Nato in Aprile). Nel comunicato che annuncia la decisione Obama scrive: 
“This increase is necessary to stabilize a deteriorating situation in Afghanistan, which has not received the strategic attention, direction and resources it urgently requires”.  Chiaro riferimento agli errori di Bush e alla guerra in Iraq che ha indebolito lo sforzo in Afghanistan. Obama ha chiarito alcuni aspetti della sua scelta in un’intervista rilasciata poco dopo alla tv canadese Cbc (qui la sintesi della Cnn).

Altri italiani in Afghanistan? La Russa possibilista. Il primo elemento concreto che arriva dopo la telefonata Obama-Berlusconi e le indiscrezioni sull’aumento dei militari italiani in Afghanistan, è costituito dalle dichiarazioni del Ministro La Russa che pure al summit di Monaco era apparso scettico al riguardo. Secondo il Ministro, il governo potrebbe sottoporre al Parlamento un “eventuale e temporaneo” rinforzo del contigente militare italiano in vista delle elezioni.

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