Vittime Civili, Cinema e i Talebani a “lungo raggio”

Vittime civili, nuova conferma Onu
Il rapporto che avevamo anticipato qualche settimana fa (vedi qui) è stato completato e reso pubblico dall’Unama, la missione (ormai permanente) delle Nazioni Uniti in Afghanistan. La BBC, al solito, ne offre una sintesi brillante: leggi qui

Un afghano agli Oscar
Non è una recensione come le solite, quella che il Time magazine propone nel suo numero di questa settimana. Si parla di Opium War del già noto Siddiq Barmak (suo Osama del 2004) candidato all’Oscar come miglior film straniero. Il regista afghano racconta in questa “black commedy” l’incontro rocambolesco tra militari americani “abbattuti”
e una famiglia di rifugiati che sopravvivono grazie all’oppio. Ne nascono una serie di equivoci e incomprensioni che sintetizzano le difficoltà e gli errori (culturali e tattici) dei soldati stranieri nel paese, errori da cui nascono anche vittime civili (la famiglia all’inizio viene scambiata per una pattuglia talebana).

Talebani a lungo raggio
In questo articolo del New York Times, si racconto il dramma della valle di Swat (ex-paradiso turistico di stile coloniale ai confini tra Pakistan ed Afghanistan, ormai roccaforte talebana dove, qualche giorno fa, è stata introdotta la sharia) vissuto però dall’altra parte dell’oceano. Le minacce dei Talebani arrivano alle porte delle (molto umili) case degli immigrati pakistani in America

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